dr.ssa Carola Locatelli

Come ti può aiutare uno psicologo nel controllo del tuo peso

Molte persone lottano per tutta la vita con la bilancia per il controllo del peso. Anche in Italia, il problema dell’obesità adulta ed ora anche infantile sta diventando un problema, così come stanno aumentando tutti i disturbi alimentari come anoressia e bulimia.

Ma come si arriva ad aumentare “troppo” o a dimagrire “troppo” fino a perdere il controllo del proprio corpo? Le persone aumentano di peso, o dimagriscono in modi differenti: durante la convalescenza per un problema di salute o un infortunio, o semplicemente aumentando/diminuendo lentamente ma costantemente la quantità di cibo che si ingerisce ogni giorno, fino a perderne il controllo.

Quando si tratta di perdere peso, tutti ormai sanno che è necessario mangiare meno e fare più esercizio fisico, quello che invece i più ignorano è che un aspetto fondamentale nel controllo del peso implica la comprensione e la gestione di tutti quei pensieri e comportamenti che possono interferire con il controllo del peso stesso.

In che modo vi può aiutare lo psicologo? In generale gli psicologi sono esperti nell’aiutare le persone ad attuare cambiamenti interiori che necessariamente incideranno anche sui loro comportamenti e quindi sul loro stile di vita. In questi casi, lo psicologo lavora con un dietologo o con un nutrizionista.

Che cosa succede durante il colloquio con lo psicologo?

In genere il primo colloquio prevede il racconto della tua storia ma soprattutto delle tue preoccupazioni, soprattutto quelle riguardanti il controllo del peso, degli sforzi passati per perdere peso, la tua storia medica, i motivi di stress, la tua situazione di vita attuale ma anche il tuo contesto di vita: famiglia ed amici.

Per poterti aiutare, lo psicologo ha bisogno di conoscere le tue abitudini, il tuo atteggiamento nei confronti del cibo, dell’alimentazione in generale, come vivi la perdita di peso, quale è la tua immagine corporea e quali sono le tue idee riguardo la salute.  Alcune convinzioni o abitudini, a cui spesso non prestiamo attenzione, in realtà possono risultare malsane. Eccone alcune: non lasciare niente nel piatto o peggio dover “pulire” il piatto; l’idea che senza un dolce non si finisce veramente un pasto; mangiare quello che si vuole perché si è fatto esercizio fisico; usare il cibo contro i sentimenti di noia o di stress; continuare a mangiare anche quando si è sazi.

Questo tipo di comportamenti spesso finisce per sabotare gli sforzi fatti per perdere peso.

Come si procede?

Alla fine del primo, secondo colloquio, lo psicologo inizia ad avere un quadro complessivo del paziente. Contain more enjoyable by usinggoogle play paypal bezahlen. E’ importante a questo punto che lo psicologo insieme al paziente definiscano ciò che il paziente sta già facendo bene e che dovrebbe continuare e ciò che invece è importante modificare. Insieme devono identificare le aree di bisogno e di difficoltà specificatamente legate al controllo del peso.

Ovviamente ogni terapia è diversa sia per i contenuti che per i tempi.

In genere lavoro sulla storia del paziente e della sua famiglia, su tutti quei vissuti che direttamente ed indirettamente “sfogano” nel cibo e con la guida, di un nutrizionista, insegno comportamenti più salutari, introducendo nuovi modi di pensare che scalzano le cattive abitudini ed alcuni “trucchi” per aiutare il paziente a perseguire i suoi obiettivi. In genere queste semplici indicazioni, associate al lavoro di psicoterapia, aiutano il paziente nel suo obiettivo e dopo poche sedute, la maggior parte dei pazienti inizia a notare i primi cambiamenti.

A questo punto non mi resta che augurarvi Buon Lavoro: non scoraggiatevi!!! Al contrario chiedete aiuto e vedrete che i risultati arriveranno!!!